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comunicato stampa

Ciclovia del Metauro, ForBici: "Turistica? Non è a doppio senso, tantomeno sicura"

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Nell’ultimo periodo noi dell’Associazione FIAB Fano FOR-BICI, abbiamo assistito a diversi interventi sul tema ciclabilità dai quali si percepisce che chi parla non usa la bicicletta né per gli spostamenti quotidiani né per turismo, e non conosce la differenza tra ciclabili urbane, sentieri naturalistici e ciclovie turistiche. Vale sia a livello nazionale sia a quello locale.

Questo avviene anche perché non si conoscono i dati fondamentali relativi alla realizzazione di un’opera pubblica come lo sono le ciclovie, a partire dalla legge più aggiornata in materia, la n. 2 del 2018; secondo questa legge una ciclovia deve consentire il doppio senso ciclabile ed essere sicuro e agevole per tutti. Tutto questo non è rispettato nel percorso ipotizzato dalla Regione nel progetto della cosiddetta “Ciclovia Turistica del Metauro”, visto che in alcuni tratti si prevede il passaggio su marciapiedi con la condivisione dello spazio tra ciclisti e pedoni, ed anche il passaggio su strade esistenti senza separazione tra ciclisti ed auto, come invece è richiesto per legge per questo tipo di opere.

Inoltre, affiancando le strade esistenti, il percorso non è per niente rettilineo, evidenziando ulteriormente che quella che verrà realizzata non è una Ciclovia, ma una ciclabile urbana di collegamento tra quartieri, come ipotizzato nel Piano delle Ciclabili Urbane realizzato nel 2017 dal Comune di Fano, che, ha approfittato di questo finanziamento proprio per realizzare quest'opera già in programma, nonostante ci sia comunque qualche punto secondo Noi migliorabile, come ad esempio l'uscita del ponte lato Sant'Orso o il percorso lungo via Vasari.

I tratti più rettilinei ed in sede propria, sono quelli che vedono passare la ciclovia a fianco della ex ferrovia Fano-Fermignano-Stazione di Urbino, dando comunque per scontato che verrà urbanizzato ulteriore terreno e sprecate somme notevoli per gli espropri, mentre a fianco rimarrà un "corridoio" di terreno inutilizzato.

Infatti, dopo più di 30 anni di abbandono, leggi, dibattiti, mozioni e diversi studi di fattibilità, di cui l'esito dell'ultimo, nonostante i proclami negli ultimi due anni, non è ancora pervenuto, noi e tutti i Cittadini della Valle del Metauro siamo in attesa di capire, dalla società proprietaria e da chi ci governa a livello nazionale e locale, come verrà utilizzato il sedime di questa ex ferrovia, in cui si potrebbe realizzare una Ciclovia con tutte le caratteristiche degne di questo nome, così come fatto in altre tratte di ferrovie
dismesse e descritte anche nell' "Atlante delle Greenways su Linee FS - Dal disuso al riuso" redatto dalla stessa RFI in collaborazione con Ferrovie dello Stato nel Dicembre 2022.
Tutto questo conferma sia la non conoscenza di come devono e sono realizzate opere simili, anche se basterebbe copiare da chi le ha già fatte e le sta sfruttando ai fini turistici e come collegamento locale, e soprattutto che questa Ciclovia del Metauro, è un’opera utile almeno per alcune parti di tracciato a livello urbano, ma NON CHIAMATELA CICLOVIA TURISTICA.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2023 alle 14:43 sul giornale del 19 gennaio 2023 - 742 letture






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