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Un Uomo Vitruviano di quasi tre metri: a Fano un nuovo tempio della bellezza firmato Vangi [FOTO]

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Una scultura pubblica, urbana. Di certo un progetto che, se concretizzato, entrerà nella storia di Fano. A concepirlo è stato nientemeno che lo scultore di fama mondiale Giuliano Vangi, autore – su sollecitazione del Centro Studi Vitruviani – di un’opera che un giorno, magari, andrà a impreziosire la Città della Fortuna. E a rinsaldare ulteriormente il rapporto tra Fano e lo stesso Vitruvio. Si tratta di un’idea unica, la cui potenza trasuda già da quella che oggi è ancora soltanto una bozza. Un’idea ambiziosa in cerca di finanziamenti, al cui cuore vi è quell’Uomo Vitruviano tanto caro anche a Leonardo da Vinci, un’icona universale divenuta simbolo di bellezza e di perfezione.

Vangi – già autore della statua della Concordia in Piazza Amiani - è partito da qui, ma ne ha fatto qualcosa di personale. La destinazione ipotizzata è Piazza Avveduti. A detta del presidente del Centro Studi Vitruviani Dino Zacchilli, la scultura che verrà avrà uno “sguardo potente e penetrante, quasi volesse incenerire chi guarda”. Tutt’intorno un cerchio in cui la figura è inserita, come a ricordarci quella visione cristallizzata nei secoli secondo cui l’uomo sarebbe ‘modello del mondo’. Al centro del cerchio e del quadrato, del cielo e della terra. Misura - se vogliamo - di tutte le cose.

Il progetto prende dunque spunto da due passaggi del ‘De Architectura’ di Vitruvio, testo guida per grandi maestri del Rinascimento: quello del terzo libro - utilizzato da Leonardo per il suo celebre disegno relativo all’uomo nel cerchio e nel quadrato, all’’homo bene figuratus’, canone di bellezza e modello per l’architettura - e quello del quinto libro, relativo alla celebre Basilica costruita da Vitruvio stesso nella Colonia Julia Fanestris. Da qui Vangi ha partorito un’opera ricca di richiami filosofici, cosmologici, matematici, estetici e spirituali. Il suo fulcro è un Uomo Vitruviano alto 290 centimetri, realizzato in acciaio Inox e pronto a ergersi sulle nostre teste.

Il quadrato e il cerchio restano le forme preponderanti di questa nuova opera. Il primo addirittura raddoppia, si farà base della statua, e sulle sue facciate in marmo bianco di Carrara vi saranno rappresentati una pianta della Basilica di Vitruvio e alcuni passi del De Architectura che la raccontano. Poi, come in un gioco di specchi, si farà piazza. Di ben 12 metri per lato. Il secondo, invece, si trasformerà in seduta circolare, pronta ad accogliere l’uomo di oggi in questa sorta di tempio della bellezza. All’interno del cerchio vi saranno anche altre statue, così come voluto da Vangi: una replica della Pietà Rondanini di Michelangelo e una coppia di giovani, “la cui bellezza e il cui sguardo parlano soltanto di speranza e futuro”. Il tutto esaltato dai colori caldi dei materiali utilizzati per la pavimentazione, e reso vivibile anche grazie a delle panchine in pietra di Apricena anch’esse dalla forma circolare.

Tutto questo anche per ribadire lo stringente rapporto Fano e Vitruvio, che secondo alcuni studiosi sarebbe nato proprio a Fanum Fortunae, e di cui secondo altri - forse con maggiori certezze - fu anche civis illustre. “Che ci sia nato o che ne sia stato cittadino è certamente importante – ha commentato Zacchilli -, ma decisivo è il fatto che a Fano Vitruvio abbia costruito la sua straordinaria e visionaria Basilica, unico edificio da lui realizzato, descritta nei minimi particolari, studiatissima in tutto il mondo e modello per tanti architetti, dai maestri del primo Rinascimento ad Andrea Palladio fino a tutto il Novecento”. Entusiasta il sindaco Massimo Seri. “Questo progetto è straordinario – ha detto -, capace com’è di esaltare il patrimonio universale vitruviano e il suo forte legame con le radici romane della nostra città”.

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Questo è un articolo pubblicato il 19-01-2023 alle 19:06 sul giornale del 20 gennaio 2023 - 2652 letture






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