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Arretramento ferrovia, Fanesi: “Occasione storica, ma no al doppio tracciato. Da Serfilippi un silenzio assordante”

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Circa 6.600 fanesi. Sono quelli che vivono nel raggio di 100 metri intorno all’attuale ferrovia adriatica, cittadini che da anni subiscono disagi di varia natura, dal fastidioso rumore dei convogli a tutto ciò che comporta - dal punto di vista logistico - la presenza dei binari.

Una ‘ferita’ che taglia Fano da nord a sud, e questo è soltanto uno dei motivi per cui sostengo fermamente che la realizzazione di un nuovo tracciato ferroviario - lontano dal mare e più vicino alle nostre aziende - rappresenti un’occasione storica che non possiamo lasciarci sfuggire. Si tratta di un’opportunità sia per Fano sia per la Vallata del Metauro. Una nuova stazione ferroviaria in area Codma, ad esempio, aprirebbe nuovi orizzonti alle imprese del territorio, che potrebbero utilizzare i treni per il trasporto delle loro merci. Il vantaggio sarebbe enorme, perché consentirebbe di ottimizzare tempi e risorse.

Si tratta soprattutto, dunque, di un’opportunità economica, e non stiamo di certo parlando di una chimera irrealizzabile. I soldi ci sono, sono già stati inseriti nell'accordo di programma tra RFI e lo Stato. Questo significa che prima o poi un nuovo tracciato verrà realizzato, e riguarderà anche il nostro territorio. Fano non può permettersi di non cogliere questa occasione, e merita di giocare un ruolo da protagonista. In qualità di candidato a sindaco della coalizione di centrosinistra ritengo sia giunto il momento di immaginare una città proiettata verso il futuro, un domani non più caratterizzato dalla presenza di un tracciato ferroviario che oggi appare superato, anacronistico. Quello attuale è stato pensato nel 1861, lambisce le nostre belle mura rinascimentali, e condiziona pesantemente il collegamento tra centro e mare. Un ostacolo tanto per la vita quotidiana dei fanesi quanto per lo sviluppo turistico della città.

Per questo è nostro dovere cominciare a pensare a una città diversa, con una stazione posizionata più all’interno, con la consapevolezza che questo cambierà le nostre abitudini anche dal punto di vista urbanistico. In tutto questo risulta assordante il silenzio del candidato a sindaco della Lega Luca Serfilippi. Non è affatto chiaro cosa pensi in merito a questa potenziale rivoluzione, una sfida che segnerà inevitabilmente il futuro della città che vorrebbe amministrare. Verrebbe quasi da pensare che non abbia a cuore i diritti dei suoi stessi concittadini, in primis di quelli che abitano intorno all’attuale ferrovia, e che subiscono da sempre tutti i disagi del caso.

Forse non nutre abbastanza interesse per le nostre imprese, sottovalutando i vantaggi di un tracciato ferroviario più vicino ai loro stabilimenti. O forse ha ancora una volta le mani legate, ostaggio – proprio come sul tema della sanità – di una giunta regionale che con il suo lassismo mette a rischio le prospettive del nostro territorio. Magari Serfilippi preferisce che le tratte ferrovie diventino due, che a quella lato mare si affianchi quella lato monte, stringendo la città in una morsa inaccettabile. Questo vuole la Regione, in cui Serfilippi gioca il ruolo di consigliere di maggioranza: una linea ferroviaria sulla costa per treni regionali e interregionali e una più arretrata per l’alta velocità.

Un’ipotesi che respingo con forza, e invito il candidato della Lega a rompere il silenzio sulla questione. A lui chiedo se intenda liberare o meno i fanesi che vivono intorno all’attuale ferrovia, e se anche per lui sia importante ripensare tutta l’area che dal mare arriva fino al centro, così da renderla più vivibile e per creare nuove opportunità per il nostro turismo. Gli elettori si attendono delle risposte dal consigliere leghista che si candida a sindaco. Magari dopo aver interpellato l’assessore Baldelli.



Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 29-05-2024 alle 18:58 sul giornale del 30 maggio 2024 - 340 letture






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